Il segreto del gelso bianco

L’odore della terra bruciata dal sole, il sudore delle schiene spezzate nel lavoro dei campi, la luce abbagliante del mezzogiorno, lo “struscio” in paese e le malelingue: Il segreto del gelso bianco, affascinante romanzo scritto a quattro mani dai fratelli Antonella e Franco Di Caprio, si apre sulla Murgia pugliese di inizio Novecento, e ne restituisce i colori intensi, le tradizioni, le superstizioni e i valori. Il romanzo nasce da una storia vera, il terribile segreto di una bambina confidato dapprima a un antico gelso e poi affidato alle pagine di un diario, un segreto che chiede di venire alla luce e di liberare, tramite la letteratura, la sua depositaria. Una saga familiare che scorre lungo tutto il corso del Novecento, raccontando, attraverso la storia dei Di Lauro, la storia d’Italia, il trauma delle due grandi guerre, l’emigrazione dalle campagne alla città, il passaggio dal lavoro nei campi all’industria, il grande sogno de “Lamerica”. Ma Il segreto del gelso bianco è soprattutto la storia vera di Marianna, bambina dalla salute inferma ma dal carattere forte, che con la sua tenacia, non priva di momenti bui, riesce a recuperare gli anni persi a causa della malattia, e a tentare di essere “come le altre”. Già, perché in un piccolo paese dove l’essere costretti a portare gli occhiali era motivo sufficiente a dar vita a soprannomi capaci di tramandarsi per generazioni, passare l’infanzia tra il letto di casa e i ricoveri ospedalieri poteva far nascere qualsiasi tipo di diceria, e di certo non era il modo migliore per raggiungere lo scopo di ogni fanciulla perbene: accasarsi.